lunedì 2 maggio 2011

my medicine

Le giornate sono più intense che mai, il tempo per scrivere poco. Senza pensare parole, che nel passaggio dalla mente allo schermo perdono i colori - ok prenderò in considerazione l'idea di una visita neurologica -, condivido con voi la mia medicina di stasera. E' anche il mio veleno: mi intossica il cuore, che volerebbe via. Tutto intorno a me diventa gabbia. Un gran casino.

Questa sera ho iniziato da un disco degli Almamegretta: Lingo. Quello con 'Black Athena', singolo che nel '98 si è sentito abbastanza per radio. In quel disco una canzone mi piaceva particolarmente: Fatmah.



Navigando scopro che pare sia ispirata al romanzo di Sélim Nassib OUM, tradotto in italia con il titolo di TI HO AMATA PER LA TUA VOCE (e/o edizioni), che parla dell'Egitto e dell'amore del poeta Ahmed Rami per la cantante Oum Kalthum, la Stella d'Oriente (kawkab ash-sharq), o la Signora (es-sitt), come veniva chiamata.

"...'e stelle nun se ponno tucca'
me aggio 'mparato 'e ppuò sulo guarda'
e si na stella canta pe' ammore
rimmane 'ncielo mille anne e nun more".

Rami compose 137 testi dei 283 cantati da Oum Kalthum. Di seguito uno a caso (non per altro: non so scegliere...).



Qui si trova il testo: http://almashriq.hiof.no/egypt/700/780/umKoulthoum/Songs/LYR/msaharni.html

Il libro di Selim Nassib è molto bello.

Continuando a cercare nella rete scopro anche che è pronto il nuovo album del trio Joubran: Samir, Wissam e Adnan sono tre fratelli di Nazareth e suonano molto bene l'Oud. Non li conoscete?


Nell'attesa di ascoltare AsFâr ... vi propongo la musica dei fratelli Joubran che accompagna la voce del poeta palestinese, scomparso nel 2008, Mahmoud Darwish.



Il testo:
على هذه الأرض ما يستحق الحياة
تردد إبريل
رائحة الخبز في الفجر
تعويذة امرأة للرجال
أول الحب
عشب على حجر
أمهات يقفن على خيط ناي
وخوف الغزاة من الذكريات
على هذه الأرض ما يستحق الحياة
نهايات أيلول
سيدة تترك الأربعين بكامل مشمشها
ساعة الشمس في السجن
غيم يقلد سربا من الكائنات
هتافات شعب لمن يصعدون الى حتفهم باسمين
وخوف الطغاة من الأغنيات
على هذه الأرض ما يستحق الحياة
على هذه الأرض سيدة الأرض
أم البدايات, أم النهايات
كانت تسمى فلسطين
صارت تسمى فلسطين
سيدتي...أستحق لأنك سيدتي
أستحق الحياة

Hanno diritto su questa terra alla vita:
il dubbio d’aprile,
il profumo del pane all’alba,
le idee di una donna sugli uomini,
le opere di Eschilo,
il dischiudersi dell’amore,
un’erba su una pietra,
madri in piedi sul filo del flauto,
la paura di ricordare negli invasori.
Hanno diritto su qusta terra alla vita:
la fine di settembre,
una signora quasi
quarantenne in tutto il suo fulgore,
l’ora di sole in prigione,
nuvole che imitano uno stormo di creature,
le acclamazioni di un popolo a coloro che sorridono alla morte,
la paura dei canti negli oppressori.
Su questa terra ha diritto alla vita,
su questa terra,
signora alla terra,
la madre dei principi,
la madre delle fini.
Si chiamava Palestina
si chiamava Palestina.
Mia signora ho diritto, che sei mia signora,
ho diritto alla vita.