giovedì 2 giugno 2011

yawmiyyat

Sono appena tornata da un viaggio a Napoli, dove ho portato sostegno morale ad una cara amica che ha discusso la tesi di laurea specialistica in diritto islamico. Argomento: il divorzio in Egitto. La solita italiana che si innamora dell'egiziano e tutto l'intreccio emotivo/sentimentale/culturale/religioso/legale che ne deriva... beh, sì. Ma anche no. Insomma, 'il fatto è serio' e la vicenda complessa. Se non altro l'esperienza personale ha fruttato una ricerca che è valsa un bel 110. Evviva! Volete saperne di più? A richiesta posso farle preparare una sintesi da regalarvi...

Da questo breve viaggio ho portato a casa come souvenir, con ordine: il brivido di una tentata rapina (mai più ferma di notte a un semaforo rosso, lo giuro - wallahi); l'incontro con quel bel fusto di De Magistris (speriamo bene!); una sera a chiacchierare in piazza con un ragazzo scozzese che mi spiega perché non lascerebbe mai Napoli per ritornare a Glasgow... e tanto altro. Giornate intense, di colori, di sapori, di odori. Pancia piena, risate che ti lasciano senza fiato, pioggia di lacrime, sangennaro aiutami tu. Riuscire a scorgere un'ombra di fuggevole magia, respirarla a pieni polmoni, fermare un poco il tempo.

Passeggiando per Napoli mi sono innamorata. E' stato un attimo, subito dopo la consapevolezza di un amore che non può non essere riflesso: Napoli mi ricorda maledettamente Alessandria.
E allora ho deciso che sì, che mi organizzo, che parto, ci vado. E poi lì c'è l'amica B che tra poco darà alla luce una piccola stellina, pare color indaco, da andare a trovare. Nei prossimi giorni studio i voli. Qualcuno vuole farmi compagnia?