mercoledì 3 agosto 2011

Processo Mubarak: pensieri e parole

Processo di Hosny Mubarak, figli Gamal e Alaa e vecchio entourage (parte di esso, almeno, tra cui l'ex ministro degli interni Habib el Adly).

Commenti e sensazioni scritti più per la mia memoria labile che per altro. Non voglio dimenticare i dettagli di questo pezzo di storia.
Pensieri e parole. Cosí, a caldo, come sono venuti guardando la diretta.
In gabbia su una lettiga coi figli. Tutti di bianco vestiti . Giudice nervoso cerca di tenere il controllo e far mettere in una lista gli avvocati di accusa e difesa.
Cari gli egizi, incasinati anche nell'aula di tribunale. Tempo infinito per fare questa lista. "Per favore state calmi e seduti". Ma non si poteva fare prima? (me fanno mori' con la loro disorganizzazione... e anche incazza', eh)

Mubarak mantiene la sua mimica corporale anche nel letto. Mano sul mento, indice sul naso, sguardo fiero e supponente, capelli rigorosamente tinti. Non sembra molto sofferente. Incredibile sia arrivato in aula di tribunale, pensavo fingesse un altro attacco o un coma durante il viaggio.


Gamal e Alaa sono in piedi in fianco a lui, non si siedono come gli altri imputati. E' la prima volta che si vedono da quando i figli sono stati arrestati 4 mesi fa. Immagini a tratti commoventi. Tutto calcolato o sono io sempre meno cinica? Marghe, aripijate.
I Mubarak juniors si mettono in continuazione tra la telecamera e il padre.

Discorsi retorici sul mese sacro di Ramadan e l'importanza della religiosità da parte di qualche avvocato. Giudice taglia corto. Gamal e Alaa sempre in piedi con il corano in mano. Ah, che uomini pii.

Si snocciolano tutte le malefatte, anche l'oscuramento di internet durante i primi giorni della rivoluzione. Una dopo l'altra. Cosi' dal vivo fanno proprio impressione. E c'è gente che rimpiange il regime?

I Mubarak negano tutto categoricamente. Forse sono stati fraintesi?

Mi chiedo gli avvocati come facciano a lavorare cosí stipati, a digiuno poi. Mi immagino solo la temperatura dell'aula sotto zero, if I know my chickens ;)

L'ex primo ministro El Adly continua ad avere una mono-faccia allucinata.

Momento ludico: un avvocato sostiene che in realtà Mubarak è morto nel 2004 e che tutto è una cospirazione israelo-americana e che l'uomo sulla lettiga non è l'ex presidente e che bisognerebbe fargli un test del dna.
Il giudice non sa più come tenerli zitti e seduti, povero, gli offrirei un'helba bil halib.

Gli avvocati delle famiglie dei martiri restano sul retorico e chiedono il risarcimento, oltre ad essere molto indisciplinati. Ma si sono parlati con i loro clienti? Non hanno capito che vogliono giustizia e disfarsi delle minacce che hanno ricevuto dall'esercito e che per questo picchettavano piazza Tahrir, avendo pure paura di tornare a casa propria? Anche questo è da medioman egiziano: el flus. Da mohem. Peccato che non potessero permettersene di migliori.

Mubarak rimarrà all'ospedale militare lungo la strada tra il Cairo e Ismailia e non tornerà a Sharm (vediamo adesso i giornalisti esperti di geografia se sapranno localizzare l'ospedale. No, non è vicino alle Piramidi). Gli altri imputati rimangono in carcere.

Processo per raís e figli continuerà il 15 agosto. Quello per El Adly e gli altri sei si terrà domani.

L'Egitto sta facendo la sua storia, vorrei un giorno essere cosí emozionata anche per l'Italia.