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domenica 8 febbraio 2015

La Signora


Un breve post per ricordare la Signora, nei giorni scorsi si è celebrato l'anniversario della sua scomparsa avvenuta nel 1975. Per l'Egitto lei è stata forse più importante di Nasser. Figlia dell'imam di un villaggio del delta del Nilo, è diventata la "Stella d'oriente", Kawkab as-sharq.
La sua voce continua a farci compagnia, con la sua poesia, come se il tempo si fosse fermato.
La sua storia ve la faccio leggere qui: Umm-Kulthum, o comunque si trova di tutto sulla rete, compresi pettegolezzi vari sulla sua vita privata, inclusa la sua presunta omosessualità. Aveva un carisma unico, continuano ad amarla tutti.  

"Sentii la musica arrivare dal salone, ci andai. Ana Bintizarik, 'ti ho aspettato', la sua voce sconvolgente, viva, maturata dal tempo. 'Mi hai lasciato il fuoco nelle vene / ho posato la mano sulla guancia / e ho aspettato / ogni secondo della tua assenza. / Avrei preferito non amare". Lo stavo facendo, aspettare ogni secondo. Lei, lo aveva sempre fatto, mi ero sposato, c'era il mio fuoco nelle sue vene, la poesia era di Bayram ma i versi erano rivolti a me"...




Leggete "Ti ho amata per la tua voce", di Selim Nassib, edizioni e/o.

domenica 20 maggio 2012

ولما بتبعد انا بتونس بيك

Un veloce post perché lo scorso giovedì si è spenta una delle mie voci preferite, e non mi riferisco a Donna Summer.

E' morta Warda, al Cairo, all'età di 73 anni. 

Le emozioni le lascio esprimere ai suoi brani, tanti. Qui ne inserisco solo due, tra quelli a me più cari. 
Per chi la conoscesse poco qui sotto riporto qualche informazione che, per velocità (in questo periodo sono più nomade del solito, costantemente in debito di tempo e ossigeno...), copio e incollo dalla rete:
"adulée pour sa puissante voix et ses chansons d’amour, la chanteuse Warda al-Jazaïria, est décédée jeudi d’une crise cardiaque à son domicile du Caire. La «Rose algérienne» était connue dans tout le monde arabe pour ses chansons patriotiques durant la guerre d’Algérie. Née à Puteaux en 1939, de père algérien et de mère libanaise, Warda commence sa carrière à Paris dans un établissement appartenant à son père. Elle reprend alors les chansons des plus grands, Oum Koulsoum, Mohamed Abdelwahab et Abdelhalim Hafez. C’est ensuite seulement qu’elle interprète des airs composés par Sadeq Thuraya, son mentor tunisien. Connue dans le monde arabe pour ses chansons patriotiques durant la guerre d’Algérie, Warda doit quitter la France en 1958. Elle se réfugie à Rabat, puis à Beyrouth, et commence à travailler en Egypte. Elle y collabore avec des grands de la musique, comme Abdelwahab. Après l’indépendance de l’Algérie, elle retourne au pays et se marie en 1962. Mauvaise idée! Son époux l’interdit de travail. Ce n’est qu’en 1972 qu’elle reviendra au micro, sur l’intervention expresse du président Boumedienne. Peu après, Warda s’installe définitivement en Egypte, où elle interprète quelques-unes de ses chansons les plus connues et joue dans plusieurs films. Elle atteint l’apogée de sa carrière après sa rencontre avec Baligh Hamdi, compositeur de renommée, qui devient son époux. Warda a alors d’innombrables d’admirateurs. Avec plus de 300 chansons, cette diva de la chanson d’amour a logiquement vendu plusieurs dizaines de millions d’albums. Son apothéose sur scène remonte à 2009, alors qu’elle a 70 ans. Un concert à Rabat réunit plusieurs dizaines de milliers d’auditeurs". 

martedì 26 luglio 2011

women and demons




Parto da un video di musica Zar, che mi ha fatto venire voglia di scrivere un post della serie forse non tutti sanno che...
Rimango sul superficiale, poi se qualcuno volesse approfondire posso consigliare qualche libro.

Un passo indietro.
Siamo in Egitto. Entriamo nel campo di quello che è comunemente definito "popular islam", NB: questo termine è una categoria CULTURALE e non TEOLOGICA. L'islam "popolare" si contrappone all'islam ortodosso perché comprende un'infinità di varietà regionali nei modi in cui la religione è percepita dalle masse, contemplando ad esempio il culto di santi, le fratellanze mistiche (sufi), le forme di superstizione ed eresia. Il termine "popular islam" non è comunemente adottato nel mondo islamico, dove si preferisce parlare di 'adat wa taqalid, usi e costumi, o di bid'a e kufr (termini, questi ultimi due, che hanno un'accezione decisamente più negativa).

Un elemento comune delle credenze (e superstizioni) legate all'islam popolare è che le cause di una malattia, sia essa un malessere fisico o psichico, non siano solo da ricercare in elementi biologici/naturali, ma abbiano piuttosto una natura soprannaturale.
La possessione (lams, toccare, o labs, vestire, sono termini ricorrenti nei discorsi tra donne per indicare questo stato) è una condizione 'di malattia' in cui l'individuo che la subisce perde temporaneamente il controllo sul proprio corpo/comportamento. Questo stato può essere causato da Jinn (che sono entità menzionate nel Corano, al pari di Dio e degli angeli) e Asyad (demoni, non menzionati nel Corano), l'ingresso di una di queste entità in un individuo può essere determinato dalla magia, dal 'malocchio', o dalla debolezza della fede della persona in questione. Inutile dire che la maggior parte degli individui 'posseduti' sono donne (sull'orlo di una crisi di nervi, direbbe Pedro).

Lo Zar è una sorta di esorcismo rituale.

Entrano in scena i musicisti.
Lo Zar leader aiuta la persona posseduta ad entrare in comunicazione con lo spirito che la possiede, attraverso la musica e la danza, con lo scopo di 'pacificarlo'.
Lo Zar è quindi anche una danza.

Non se ne guarisce mai del tutto.
Non si può più fare a meno della musica.



mercoledì 13 luglio 2011

Tawazon

Prima di tutto grazie alla mia socia Marghe, lo spirito Apollineo di questo blog, che mi tiene aggiornata sugli avvenimenti del mondo / che sono condannata irrimediabilmente a perdermi.
E' anche il mio personale spirito Apollineo, per dirla tutta.

Come sempre vorrei scrivere qualcosa di serio, ma poi divago. Prossimamente lo farò, giuro/wallahi. Oggi nello specifico l'ennesima mezza giornata passata su treni regionali che col caldo si guastano manco fossero bignè alla crema (non sanno far funzionare in modo decente i regionali ma vogliono la TAV), mi ha stressata parecchio. Ho bisogno di recuperare equilibrio.



Khyam è nato in Siria nell'81 (ha solo un anno più di me), da genitori iracheni. nel '90 si è trasferito a Londra. Resonance/Dissonance è il suo primo album. maggiori informazioni

La musica, in generale, è magica, su questo penso possiamo essere tutti d'accordo. Ci sono brani che amiamo follemente, altri che odiamo istintivamente e non riusciamo proprio ad ascoltare. Alcuni sono addirittura in grado di influenzare i nostri stati d'animo, la percezione della realtà che ci sta intorno (penso al buco nero che mi stava per risucchiare l'altro giorno, solo per aver sentito pochi secondi di una canzone il cui messaggio, arrivato dritto alla base del mio stomaco, era più o meno "I can't make you love me if you don't"/yes, I know/ colpa dei blue devils. le parole giuste al momento sbagliato).

Ciascuno di noi ha uno o più strumenti con cui è in sintonia. L'oud mi fa vibrare.

Riesce a far suonare le mie corde interiori, al punto che sono quasi in grado di sentirle anche io.



lunedì 11 luglio 2011

Sapore di Nubia



Sono un po' schifata ultimamente. Da alcuni italiani che parlano d'Egitto, da alcuni egiziani che parlano d'Italia, da alcuni italiani che parlano d'Italia e da alcuni egiziani che parlano d'Egitto.

Beh, anche da molte altre parti dell'umanità, a dire il vero, ma non ci allarghiamo.

Oggi, pero', ho il sapore di Nubia, una regione che non ho ancora visitato, ma che ho respirato attraverso i racconti dei meravigliosi nubiani della diaspora che ho la fortuna di conoscere.

Da turista con la puzza sotto il naso della serie io-viaggio-solo-con-lo-zaino-odio-i-villaggi-tanto più-se-con-animazione-non-mi-parlate-di-visite-guidate al primo spettacolino di danza nubiana in hotel mi sono fiondata nel primo negozio di musica a comprare 5-dico-5 cassette (ah ah, chissà dove sono) cantando i vari motivetti al divertito negoziante.

Poi, com'è come non è, nella vita non si può mai dire e coi nubiani mi sono anche imparentata, ma la cosa davvero bella è che finalmente qualcuno mi ha insegnato i fondamenti della danza nubiana!!!!!!!!!!!!

Ballate con me ;)





Ali Hassan Kuban: il "Capitano" o il "Padrino" della Nubia




Hamza el Din, un'istituzione internazionale della musica nubiana. Non ballabile, ma meditabile :)




Commovente free-style telefonico tra Karam Mourad, nipote di Hamza el Din (vedi sopra), e l'anziano fratello di Mohamed Mounir (vedi sotto), il nubiano più pop e glamour che c'è




Mohamed Mounir, altrimenti detto "El Malek" (il re)

mercoledì 13 aprile 2011

note e fotogrammi

Rientro ora da due giorni al gelo in mezzo alla neve (io che amo il deserto perché mi ritrovo sempre in Germania?), e vedo che la mia socia porta avanti le sue riflessioni sul nostro neonato blog. Brava Marghe.
(...)"fa scalpore l’attrice che a un certo punto si ritira dalla professione e si mette l’hijab (velo che copre capelli e collo)".
Hanan Turk, mish keda?

Bene, colgo la palla al balzo per lanciarmi in un mini excursus musi-cinematografico: per chi non conoscesse Hanan eccola nel film di qualche anno fa Dounya (2005)



Da notare la 'Claudia Koll' egizia. Diciamo che Hanan Turk non ha recitato per Tinto Brass ma il video rende l'idea del personaggio ("enti dounya, ahla dounya...") prima della mutazione:



Qui invece dopo la mutazione:



Il titolo del film di prima, dicevo, è 'Dounya - kiss me not on the eyes', e c'è un momento nel film in cui Mohammed Mounir intona la celebre canzone di Abdel Wahab che mi piace tanto...
Non la conoscete? Allora ripropongo un film un po' più datato:



A questo punto sono in preda a un attacco di nostalgia che solo un'Oumm 3ali potrebbe guarire...
O una mousse al cioccolato da Olè, zona Kafr Abdou, Alexandria (Eg).
Basta, la serata ha preso una brutta piega quindi è meglio spegnere tutto.

Vi lascio con un ultimo video: un brano carino che sto ascoltando e ri-ascoltando in questi giorni, non c'entra con l'Egitto! (per maggiori info www.yemenblues.com)